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ECCELLENZE VENETE: VASON SRL GUARDA AL FUTURO

25.06.2010
Dalla Valpolicella alla conquista del mondo. L’intervista al presidente e fondatore


Da oltre quarantacinque anni Giancarlo Vason è il “padrino” della ricerca enologica. Il suo percorso parte in una piccola località veronese nel cuore della Valpolicella, a Nasser di Pedemonte e dal lui, e tutto il suo gruppo ha visto una crescita imprenditoriale senza precedenti in tutto il Nord Est. Un imprenditore che si “è fatto da solo”,, da agente vinicolo con un deposito a grande esperto e innovatore dell’industria enologica. Ora Vason procede sempre più verso il mercato internazionale: ad aprire i battenti qualche anno fa una filiale in Argentina, poi con accordi per la distribuzione in Australia e in Nuova Zelanda. E manco a dirlo, dietro un grande produttore, c’è una grande famiglia a supportarlo con idee innovative e lungimiranza. A dare un’impronta sempre più manageriale e competitiva al gruppo sono i suoi due figli, Albano, laureato in tecnologie agrarie e in enologia e Paola, responsabile amministrativa e consigliere delegato. E’ grazie a loro che l’azienda è riuscita ad attivare il suo progetto di Cantina sperimentale per risolvere tutta quella serie di problemi che potevano nascere durante la normale produzione viti-vinicola. E ancora prima, nel 1985, l’azienda si è allargata alla divisione impiantistica, proprio con il marchio Ju.cla.s. (Juice clarification systems), una sorta di costola sperimentale che da allora non ha masi smesso di introdurre le tecnologie più recenti nella pratica di cantina. Cuore pulsante del progetto Vason è il settore “Ricerca e sviluppo”, grazie all’attrezzatissimo laboratorio e all’apporto di diversi ricercatori che sono quasi un terzo rispetto al totale parco dipendenti, 10 su 36. “L’azienda Vason nasce negli anni ’50 con mio fratello – spiega Giancarlo – e cura la rappresentanza di prodotti e macchine enologiche. Col mio arrivo nel ’63 abbiamo diviso le attività ed io ho seguito il settore dei coadiuvanti e dei materiali per l’enologia, mio fratello le macchine e l’impiantistica di cantina”.
Facciamo un passo indietro. Di cosa vi state occupando? In cosa consiste il vostro lavoro?
Noi ci rivolgiamo principalmente a cantine, distillerie, e a succhisti del Nord Italia. Abbiamo a disposizione una gamma completa di prodotti che spaziano dai detergenti ai sanitizzanti, fino alle colle per le etichettature e per il confezionamento. Grande risalto lo diamo a tutto il settore degli elementi filtranti, dei coadiuvanti, dei prodotti biologici e quant’altro serva ad una corretta gestione della trasformazione dell’uva in vino. Il nostro obbiettivo ora sta tutto nell’impiantistica e nelle biotecnologie, come traino fondamentale di un processo di sviluppo in grado di garantire una produzione sempre migliore, con meno rischi e più sicurezze sulla qualità e sulla quantità del prodotto. Per questo siamo sempre più attivi con i più importanti istituti di ricerca nazionali ed esteri.
In tempi di crisi, un’azienda che punta al futuro e alla ricerca, almeno qui in Italia, sembra essere un paradosso. Siete in netta controtendenza col panorama insomma...
Gli scenari futuri per la vendita dei prodotti enologici classici non sono positivi, ci sarà invece uno spostamento importante sull’utilizzo delle biotecnologie e i margini di crescita, in questo settore sono molto ampi. In termini di “Ricerca e sviluppo”, noi abbiamo investito sull’importanza e le potenzialità della “flottazione” nel settore dell’illimpidimento dei mosti, sia per vini bianchi e rosati, sia per basi spumanti. È una tecnica che permette di lavorare grandi masse e può essere impiegata con successo su vini di alta gamma. Abbiamo sviluppato anche la tecnica della “flottazione discontinua”, applicabile a costi contenuti perché permette di valorizzare l’impiantistica già esistente, dove bastano normali serbatoi in acciaio. Noi forniamo una macchina dosatrice, grazie alla quale si avvia nelle vasche il mosto già miscelato con le sostanze flocculanti, poi si insufflano i gas tecnici responsabili del processo di risalita dei flocculi. La flottazione la si programma, mentre la sedimentazione la si subisce, sia nei riferimenti dell’intensità, che della tempistica. Il dosaggio automatico dei coadiuvanti della flottazione infatti avviene in funzione dell’indice di torbidità che si vuole nel prodotto in uscita.
Su quali altri progetti avete investito?
Abbiamo “Dosacom”, un sistema di dosaggio in continuo dei chiarificanti in maniera proporzionale al flusso, e Dosaraban che effettua il dosaggio, sempre in maniera proprozionale, della gomma arabica in soluzione a valle del sistema di microfiltrazione e prima dell’imbottigliamento, al fine di stabilizzare il colore del vino. Altra tecnologia sulla quale puntiamo è la stabilità tartarica attraverso membrane, che impiega il principio fisico della dialisi. Mentre nella vasta gamma delle proposte Juclas anche Easyferm, un sistema brevettato per ottimizzare, in automatico, tutte le fasi di reidratazione e di precondizionamento dei lieviti selezionati.
Vi giungono premi e riconoscimenti per le vostre attività? Sarebbe fuori luogo parlare di “Premiata Enologica Vason”?
Fin dal 1985 abbiamo raggiunto traguardi che, apparsi nel panorama internazionale, ci hanno dato soddisfazioni. Non ultimo il premio dell’innovazione Intervitis Stuttgart 2010 al prodotto Fitoproteina P e all’impianto di dealcolazione Mastermind Remove. Dopo il premio ottenuto nel 2007 con il Proteotest, il test per la stabilità proteica dei vini condotto alle condi zioni enologiche, per la seconda volta la commissione ha riconosciuto l’elevato contenuto innovativo delle proposte presentate. Una commissione internazionale, molto selettiva, ha compiuto la sua scelta dopo aver esaminato 65 domande pervenute da 8 paesi diversi: Germania, Italia, Francia, Austria, Australia, Belgio, Svizzera e Usa.

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